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Creatura d'alcool
Nell'allentarsi degli umani meccanismi
avanzavi speranzoso al cardine
degli anelati oblii subumani
ergevi muri stagnanti taciturni
spezzando voci e luci di città
non t'accorgevi del varco che ti s'apriva
e inconscio nutrivi la serpe
di cui le uova schiuse si nutrono di te
ora cieco solo
muovi le membra in nefandi acquitrini
e il tuo urlo si sperde
accolto solo dalle attente serpi
nello scuro mantello
della tua necropoli
- Libreria Editrice Psiche di Torino, 1992 -
20 giugno 2001
Era una giornata di sole, un paio di mesi fa.
Eravamo appena usciti da casa per un aperitivo. Un amico caro, mia moglie, la nostra bambina ed io.
Nella tranquilla passeggiata vedevo mia moglie fermarsi e salutare con la mano verso una casa dotata di una normale antenna parabolica.
Pensai naturalmente che avesse visto qualcuno che conoscesse.
L'espressione del suo volto manifestata durante quel gesto semplice e carino mi fece immaginare che esprimesse che tutto andava bene.
L'assurdo si verificava quando il nostro amico, immediatamente di seguito a mia moglie, con fare convinto, ne imitò il comportamento.
Come lei, diresse un saluto a quell'antenna....
Nel ricordare sento un'ansia viscerale. Penso alla globalizzazione in atto.
All'uomo e a quanto rappresenta e mi riempio di inquietudine e di un senso di oppressione. La globalizzazione... il mio amico la ritiene l'unica strada percorribile. Io ho paura, l'uomo è un animale difettoso.
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